20 Gennaio 2007di Théo per Libri, Media

le-ragioni-di-un-silenzio.jpgLE RAGIONI DI UN SILENZIO - La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo (a cura del circolo Pink – Ombre Corte)

Il 27 gennaio viene celebrato il “giorno della memoria”, data in cui, nel 1945, venne liberato il campo di sterminio di Auschwitz dove furono uccise 1,3 milioni di persone circa. Tra i perseguitati del nazismo non vi erano solo ebrei ma anche comunisti, dissidenti politici, Rom, criminali comuni, malati di mente e omosessuali. Soprattutto su quest’ultimi venne calato un velo di silenzio rivolto a cancellare e a dimenticare il tutto.

Un silenzio che si è perpetrato negli anni, arrivato intatto quasi fino ad oggi e che il Circolo Pink ha deciso di rompere. Tutto ebbe inizio nel 1997 quando il Circolo Pink decise di partecipare alla manifestazione organizzata dal Comune di Verona in occasione del 25 aprile, con l’intento di deporre una corona triangolare di fiori rosa sul monumento cittadino che ricorda le vittime dell’olocausto, ottenendo come risposta un sonoro rifiuto da parte del Sindaco. I rifiuti si susseguirono puntualmente anche negli anni successivi con motivazioni sempre più assurde e disparate.

Questa vergogna ha portato il Circolo Pink, con l’aiuto di Giulio Russo, ad approfondire le ragioni di triangolo-rosa-by-flickr.jpgquesto silenzio e a concretizzarle in questo libro che è una raccolta di sette scritti, di altrettanti autori, che delineano il contesto ideologico e simbolico che porta all’oscuramento delle “vite non degne di essere vissute” (Carlo Saletti) e alla costruzione dello stereotipo (Dario Petrosino), le dinamiche di persecuzione e di sterminio in Germania (Rudiger Lautmann) e di confino in Italia (Gianfranco Goretti), i meccanismi di rimozione (Giovanni Battista Novello Paglianti) e le testimonianze dei sopravvissuti (Klaus Muller e Andreas Sterweiler).

In conclusione possiamo dire che si tratta di un libro interessante, coraggioso che ci parla di una persecuzione che sotto certi punti di vista continua ancora oggi e le cui storie sono ora disponibili affinché non vadano mai più dimenticate poiché l’eredità di quelle vittime è affidata alla memoria dei gay (e non solo) di oggi. Nel suo saggio Muller dice: “Il triangolo rosa è da decenni il simbolo della comunità gay e lesbica ma sappiamo molto poco del destino individuale degli uomini con tale triangolo”.

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