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Tutti i colori del divino - hottest.it
3 Novembre 2006di Frank per Spiritualità

The crowd at the stars' concert - by o-mer - da FlickrSu alcuni articoli già apparsi nella categoria “Spiritualità” (”il gruppo Arcobalena”, “il Budda nello specchio” e “il Sutra del Loto”) è spiegato come il Buddismo sia una religione “aperta” e tollerante, che non pone discriminanti sull’ orientamento sessuale. Per questo motivo, vi è un sempre più consistente numero di gay e lesbiche che diventano buddisti.

Può essere interessante esporre alcuni dei concetti spirituali sui quali si basa questa tolleranza, davvero non comune in molte delle altre religioni.

Nel Sutra del Loto, testo sacro di riferimento della scuola buddista di Nichiren Daishonin - Giappone, 1200 d.C. - nel capitolo XII, intitolato “Devadatta”, vi è narrato di Ryunio, la figlia del Re Serpente. Questa figura, che rappresenta tutte le “diversità” dell’ epoca, considerate escluse da ogni possibilità di arrivare all’ Illuminazione (donna, bambina e non-umana), dona al Budda Shakyamuni un gioiello prezioso. Il Budda lo accetta subito e Ryunio si rivolge ad alcune, perplesse, figure maschili del suo seguito (monaci e asceti che stavano svolgendo lunghe pratiche per raggiungere l’ Illuminazione e che possedevano tutti i “presupposti”) per annunciare quello che stava per accadere.

Ryunio infatti si trasforma in un batter d’ occhio in uomo e s’ illumina diventando un Budda poi, ripresa la sua forma, inizia a esporre il Dharma - il vangelo buddista - ovunque e a tutti gli esseri viventi. Quindi addirittura “sorpassò” quelli che si dava per scontato fossero i privilegati. In questo racconto simbolico è contenuto un messaggio importante: la Buddità è accessibile a tutti, indipendentemente dalla “forma” e dall’ identità. Ma leggete cosa scriveva Nichiren, a proposito delle differenze:

“Tutti gli esseri dei nove mondi e dei sei sentieri differiscono l’ uno dall’ altro per la loro mente. E’ come il caso di due, tre, cento o mille persone: benchè tutte abbiano facce larghe un piede, non ce n’ è una eguale all’ altra. Le loro menti sono diverse e perciò anche le facce differiscono.

Quanto maggiore sarà la differenza della mente di due persone, di dieci persone e di tutti gli esseri viventi nei sei sentieri e nei nove mondi! Alcuni amano i cigliegi in fiore, altri la luna, alcuni preferiscono le cose agre, altri le amare, ad alcuni piacciono lo cose piccole, ad altri quelle grandi. I gusti variano e vi sono vari tipi di persone: alcuni amano il bene, altri il male.

Ma, benchè vi siano tutte queste differenze, quando entrano nel Sutra del Loto diventano come una singola persona nel corpo e una singola persona nella mente. E’ come la miriade di fiumi differenti che entrando nell’ oceano assumono tutti lo stesso sapore salato, o come i vari uccelli che avvicinandosi al monte Sumeru assumono tutti lo stesso colore dorato.” (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. VIII, pagg. 123-124)

20 Responses to ' Tutti i colori del divino '

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  1. marina remi ha scritto,

    on Novembre 4th, 2006 at 21:10

    mi riconosco totalmente nella figura di ryunyo! e tu frank lo sai bene visto che sei un frquentatore del mio blog che ne porta il nome! grazie per la segnalazione.
    sapere che così spesso siamo sulla stessa lunghezza d’onda mi rende felice!
    maryunyo

  2. Marco ha scritto,

    on Novembre 7th, 2006 at 02:15

    Allora è proprio vero che i gay dichiarati tra i Buddisti sono in percentuale di più rispetto ad altre religioni : è talmente vero che anche in questo magazine su sette redattori almeno due sono buddisti : io infatti pratico il buddismo dal 1989 e sono tra i fondatori del gruppo arcobalena, a Cagliari, nel 1992, forse i primi in Italia…

    Saluti
    Marco Fulgheri

  3. Giovanni ha scritto,

    on Novembre 8th, 2006 at 10:26

    Cavolo ma non vi risulta che la Soka abbia un partito politico in Giappone che ha permesso la vitoria della destra filobush di Koizumi?

    Ma dove vivete , sulla luna?

  4. frank ha scritto,

    on Novembre 8th, 2006 at 11:04

    Sì, “ci risulta” molto bene la situazione della Soka giapponese e relativa faccenda politica del partito cui alludi, almeno per quanto mi riguarda. Sono perfettamente consapevole del “contradditorio”, che ha un senso ed è reale ed è stato oggetto di approfondimento e non significa si manchi di senso critico in merito (anzi)… Però, a parte che si tratta di una situazione “giapponese” (che è un mondo tutto particolare e a sè stante a livello di cultura), non è una ragione sufficente a mettere un dubbio il valore del buddismo e a rinunciarvi. Le contraddizioni e le connivenze con situazioni, politiche e non, che non sono coerenti con la filosofia/religione di riferimento sono ovunque e comuni a praticamente “tutti”. Anche attorno al buddismo tibetano di cui è a capo il Dalai Lama ci sono queste situazioni. Chi scrive ha avuto modo di conoscere molte realtà spirituali, anche solo per cultura, e in tutte le organizzazioni ho sempre trovato alla fine questo genere di cose. Quindi, non può essere questo il “criterio” per scegliere o scartare una determinata religione (sempre ammesso che a uno interessi)… Per quanto mi riguarda, la sola cosa importante e che conta sono il messaggio, il valore e la potenzialità insita nel buddismo e nella sua qualità di religione, credo, evoluta. La possibilità poi per la comunità GLBT di trovarvi un riferimento spirituale alternativo, non discriminatorio, mi sembra ancora più importante. Le “ombre” della Soka Gakkai giapponese per il collegamento con quel partito politico sono un problema dell’ organizzazione là, non dell’ intero buddismo nel mondo e di chi ci crede. Un saluto.

  5. alessandro ha scritto,

    on Novembre 8th, 2006 at 15:04

    E’ vero che il Koimei appoggia il governo giapponese e quindi l’intervento in Iraq, ma mi sembra che ultimamente Ikeda stia cercando di separare sempre di più la Soka da quella che è stata la sua emanazione politica. Oltre alle giuste critiche bisogna anche riconoscere al komei di aver avuto un importante ruolo nella società giapponese (che fra l’altro come europei facciamo fatica a comprendere sino in fondo). E’ positivo che almeno per quel che riguarda l’Italia (e questo lo posso verificare più facilemente) la Soka non appoggia nessun partito. Quello che conta è la rivoluzione interiore da cui partire per lottare anche nella società e cercare di far cambiare le cose dentro e fuori la Soka, così come stiamo facendo con il gruppo Arcobalena. Solo la decisione del singolo può influenzare veramente il suo ambiente ed estendersi a macchia d’olio in tutta la società. Ciao Alessandro Gruppo Arcobalena Bologna

  6. Giovanni ha scritto,

    on Novembre 8th, 2006 at 15:57

    Tutto questo e’ tipico dello status di occidentale medio che ci condanna ad una irresponsabilita’ tipica delle personalita’ narcisistiche , e’ giusto e corretto cio’ che ci fa stare bene , non importa se basterebbe alzare solo qualche posticcio velo per scoprire che la Soka Internazionale e’ del tutto subalterna a quella giapponese , che fondamentalmente resta fedele alle proprie origini nazionaliste , come d’altronde fondamentalmente nazionalista e intollerante era lo stesso buddhismo di Nichiren Daishonin.
    Queste sono certezze che ci raccontano gli storici , e gli storici,quelli veri ,certo non scrivono sulle pubblicazioni Esperia o simili.

    Anche il minimo spicciolo , anche solo il fare numero da far pesare a livello internazionale , fa brodo a Ikeda e amici.
    Mentre la gente muore e gia’ moriva in Iraq con l’embargo e coi gas che l’Occidente aveva venduto allo stesso Saddam,quando era da considerarsi amico,perche’ “serviva”.

    Dovremmo un po’ tutti tornare all’”etica della responsabilita’” come diceva Max Weber , e guardare al di la’ delle nostre misere comodita’ consumistiche occidentali , per non fare tutti una brutta fine , in questo mondo globalizzato .

  7. alessandro ha scritto,

    on Novembre 8th, 2006 at 16:28

    e chi sarebbero gli storici veri? E quali traduzioni in italiano nelle librerie si trovano? (ovviamente non siti internet ove si può scrivere di tutto e di più).

  8. daniele ha scritto,

    on Novembre 8th, 2006 at 17:00

    Ciao a tutti
    mi unisco ai commenti riguardo la questione del KOMEITO (questo è il nome corretto) un pò per precisare delle cose e un pò per contribuire al dibattito… prima vorrei dire che ci sono almeno 2 prospettive da osservare una storica e una spirituale e non è detto che le due cose siano così vicine da poter essere messe assieme facilmente… mi spiego meglio… l’obiettivo della soka è di propagare la dottrina di nichiren attraverso nam myoho renghe kyo e contribuire alla prosperità e allo sviluppo dei paesi in cui essa si radica, la realtà giapponese poi ha raggiunto un livello tale di propagazione da rendere attuabile anche la partecipazione delle persone comuni alla vita politica come gruppo e non più come singoli.
    le numerose proposte di pace che la soka international e non quella giapponese (alla faccia della subalternità) ha portato all’ONU denotano poi come la ricerca del dialogo da parte di ikeda si sia spinta ben oltre i confini del giappone che ha sue logiche non necessariamente adatte a tutti i paesi, e che in effetti propio la struttura sovra nazionale sia quella in grado di reggere la portata idealistica del messaggio spirituale.
    ci terrei oltre tutto a ricordare che sensei è stato espulso dalla soka giapponese negli anni 60 e a seguito di questo fatto ha fondato la soka international, chissà che forse non avesse pure lui notato certe contraddizioni!
    mi pare di poter poi dire che uno dei motivi per cui il partito giapponese del komeito abbia appoggiato la guerra in iraq non vada letto alla luce degli schieramenti destra sinistra ( sono categorie occidentali e potrebbero difficilmente adattarsi al giappone) bensì alla luce della politica estera filo USA che il giappone fa dalla fine della 2a guerra mondiale… non dobbiamo dimenticare che la soka international affonda le prime radici prorpio in california.
    Spero in parte di aver dato delle possibili ragioni storiche sui motivi di un voto… ci tengo a sottolineare però che capisco il disagio di giovanni nel sottolineare la contraddizione e che vorrei poter dire che si sbaglia al 100% ma non è così… mi sforzo però di dare una prospettiva evolutiva al problema senza aspettarmi che questi problemi planetari possano essere risolti in poco tempo. Penso anche e passatemi una battuta che un buddista a destra sia meglio di un uomo a destra e basta perchè di certo conosce il valore del dialogo e vorrei che si pensasse più spesso al fatto che guerra e destra non sono necessariamente sinonimi (lo dico da uomo di sinistra pacifista)
    poi mi permetto di rilevare anche il fatto che pure in italia e stavolta a sinistra si sia votato sull’afghanistan a favore nonostante le sbandierate pacifiste della sinistra radicale… parrebbe una contraddizione eppure io preferisco vederla così:
    ho votato a favore però sono riuscito a vedere le istanze dei pacifisti portate in parlamento e discusse al pari di altre… cosa che fino a poco tempo fa non era nemmeno pensabile… non è forse questo un passo avanti!?

    daniele

    ops scusate sono stato prolisso

  9. daniele ha scritto,

    on Novembre 8th, 2006 at 17:25

    ps una postilla
    a proposito dei fatti degli anni 60 sulla nomina di sensei
    vi volevo dire che “espulsione” è un termine non corretto, venne nominato presidente onorario e messo da parte a per problemi interni così decise di fondare la soka international per proseguire attivamente la sua missione, una delle prime azioni fu quella di riaprire il dialogo con la cina, azione molto duramente contestata. Mi verrebbe da dire che sembrerebbe un’azione da comunista eppure anche questa etichetta non calza granchè

  10. Giovanni ha scritto,

    on Novembre 8th, 2006 at 20:09

    Gli storici veri?
    Faccio solo qualche nome tra gli italiani;Giovana e Del Boca , Giovanni Filoramo,Raffaella Di Marzio,dal punto di vista dell’antropologia culturale Anna Maria Rivera , Brunella Saccone,Maria Immacolata Macioti

    cerca questi autori anche in rete per reperire i testi,basta poco, la questione in fondo poi e’ semplice , la prova del nove è quella di andare in una qualsiasi biblioteca del Dipartimento di Orientalistica o di Storia delle Religioni o di Storia del Buddhismo di una qualsiasi facoltà di Lettere e Filosofia italiana. Reperite un manuale di Storia delle Religioni o Storia del Buddhismo, confrontatelo con un manuale di Storia Giapponese e una monografia sulla Storia del Buddhismo giapponese. Indi confrontate il tutto con le cose che vi dicono ai meeting: troverete conferma dell’ignoranza e delle bugie che si bevono i membri.

  11. frank ha scritto,

    on Novembre 9th, 2006 at 10:37

    Di Maria Immacolata Macioti ho un libro (il Buddha che è in noi) più varia documentazione scaricata da internet relativa ai problemi nell’ organizzazione in Italia tra il 2000 e il 2001. Ho materiale di Anna Maria Rivera e vari libri di storia del Buddhismo (quello di Henri-Charles Puech, quello Philippe Cornu e altri….) In alcuni il punto di vista rispetto il buddhismo Nichiren è quello crtitico che dici tu, in altri è “neutro”. Caro Giovanni, come vedi ti sbagli a pensare che tutti i buddsiti Soka siano degli sprovveduti, privi di senso critico, consapevolezza, curiosità, pronti a “bersi” delle balle a mò di plagio e leggere solo libri Esperia (hai un’ immagine distorta, credimi)…. A parte che è tutto relativo e passibile di aribitrarietà, tu c’ eri 800 anni fà in Giappone per confermare che le cose fossero come dici? Hai i mezzi per confermare che quello che è scritto nel materiale che citi è più veritiero di quello dell’ Esperia? Basta che chi ha scritto quel materiale sia “filo-altra forma di buddismo” o abbia attinto da fonti di parte opposta, o gli stia antipatica la Soka, per rifletterlo nel modo di descrivere le cose…. Al di là di queste domande e dei rispettivi personali punti di vista (il mio e il tuo) io credo che qulasiasi cosa, tutt’ al più se religiosa e spirituale può essere vista in molti modi e se si decide che è, deve essere, negativa e da buttare alle ortiche in “toto”, ogni suo aspetto può essere visto così e gli altri - eventuali - “buoni”, nemmeno vengono visti e considerati. Per quanto mi riguarda il sapere delle faccende Soka giapponese e partito + il punto di vista di certe fonti contro il buddismo Nichiren, non sono bastati a farmi desistere dal verificare il “valore” e il potenziale etico, umano, spirituale che contiene. Nichiren da molti è stato considerato un intollerante e forse, per la situazione di allora, con tremila sette buddiste che si facevano concorrenza, che facevano a gara per avere favori poltici, pratici ed economici, poteva apparirlo. Forse in un contesto dove, a parte la pericolosità del periodo storico medioevale-giapponese, tutti tentavano di farti le scarpe, bisognava alzare la voce per far conoscere e difendere la propia verità. E Nichiren, che stia simpatico o no, ci credeva tanto che è vissuto sempre in mezzo a pericoli, difficoltà, rischi, situazioni difficili…. Se cercava un certo tipo di prestigio e fama,bastava che restasse in qualcuna delle altre sette “potenti” dell’ epoca: dotato dell’ intelligenza e cultura che aveva facilmente si sarebbe ritagliato un ruolo di potere. In tutte queste questioni forse basta applicare la saggezza della “via di mezzo” che trovò il Buddha prima di illuminarsi. Vedere il nero, ma anche il bianco, da un punto di vista a metà strada…. Poi il credere o meno in una scuola, aderirivi o meno, e sceglierla come Via, sono faccende personali.

  12. frank ha scritto,

    on Novembre 9th, 2006 at 11:19

    P.S.: cito infine questo:
    “Tutto questo e’ tipico dello status di occidentale medio che ci condanna ad una irresponsabilita’ tipica delle personalita’ narcisistiche , e’ giusto e corretto cio’ che ci fa stare bene …” rispettabile, come ogni opinione individuale, ma sinceramente lo trovo un modo un po’ superficiale di leggere e accorparvi il senso/bisogno di spiritualità di TUTTE le persone occidentali. Anche qui il rischio è di” fare tutta l’ erba un fascio”: c è certamente chi usa la religione e/o il buddismo in questo modo, ma anche chi ha un approccio di ricerca molto + profondo. E sottovalutare quello che può stare dietro la vita di ognuno, con il suo percorso, le sue motivazioni, il suo senso di ricerca, la sua sofferenza, la consapevolezza, riducendolo a un generico, “narcisitico” e occidentale bisogno di “stare bene”‘ non mi pare molto adeguato…. Si torna al punto di cui sopra, il problema non è del mezzo in sè, ma delle persone che lo usano e perchè…. saluti e buonagiornata e grazie per l’ occasione di confronto, che comunque è utile da entrambi i punti di vista :)

  13. marina remi ha scritto,

    on Novembre 11th, 2006 at 16:19

    secondo voi, che differenza c’è fra il mio vicino di casa massulmano e padre di famiglia e un terrorista islamico? secondo me molta! e, secondo voi maometto è resposabile di tanta differenza?
    secondo me no.
    il vero scopo per cui è nato il partito della soka gokkai è quello di infondere nella gente la passione per la politica. i giapponesi al contrario di noi italiani non se ne interessano proprio, sono di cultura completamente diversa dalla nostra. non ha molto senso parlare di destra e sinistra in quanto non sono assolutamente paragonabili alla realtà occidentale. senza considerare che nemmeno in italia ha molto senso parlare di destra e di sinistra visto che abbiamo un democristiano come presidente del consiglio e dovrebbe essere un governo di sinistra. vabbè, detto questo, italia e giappone non sono paragonabili, ripeto!
    la storia della politica giapponese non ha nulla a che fare con la religione buddista.
    questo è il mio pensiero.
    buon week-end a tutti.
    m

    p.s.
    giovanni, ti sei documentato così approfonditamente sul komei perchè ti interessa o perchè sei rimasto deluso dalla soka gakkai? grazie per gli stimoli.

  14. Giovanni ha scritto,

    on Novembre 12th, 2006 at 13:00

    Secondo me Marina e’ troppo facile risolvere tutto in una “totale alterita’” giapponese .I giapponesi da quando si videra apparire le navi nere di Perry al largo delle loro coste,furono costretti ad uscire dal loro isolamento medievale (come la Cina d’altronde),da li’ in poi si sono rivolti eccome all’esterno e lo hanno fatto da paese colonialista come quelli europei , poi da paese fascista , fascista nel senso nel disegno di dominio mondiale di un ordine legato a precise teorie (razziste) seppure deliranti.
    Ne sanno qualcosa i cinesi e gli ex prigionieri britannici e americani.

    A me interessa di fare quel pochissimo che posso per contrastare i nuovi Ordini Mondiali che vogliono relizzarsi (vedi alla voce Cheney,Rumsfeld e amici) , come mio nonno partigiano di Giustizia e Liberta’ (quindi non comunista) lotto’ con ben maggior coraggio e rischi,contro i nazifascisti italiani,tedeschi , giapponesi

    tu ti sei informata davvero sugli scopi e la natura del Komeito nella Storia?

  15. marina remi ha scritto,

    on Novembre 14th, 2006 at 12:13

    lode al nonno e a tutti i partigiani! lode ad ogni uomo che ha lottato per la giustizia e la libertà! la storia mi piace, in ogni caso no, non mi sono documentata approfonditamente… di nessun partito politico, contemporaneo… ne italiano ne europeo e tanto meno giapponese. ci ho provato ma vengo puntualmente assalita da un demoralizzante senso di impotenza e così ho deciso di affrontare con passione le mie piccole lotte quotidiane per le giustizia nei luoghi in cui mi trovo. il nazifascismo esiste nella vita di tutti ed è lì che faccio il mio ‘corpo a corpo’ soprattutto con me stessa, è così che ho trasformato e continuo a trasformare il mio mondo, provocando una reazione a catena. ho un enorme stima per chi, come te, si adopera per il bene dell’umanità, io credo, nel mio piccolo, che in questo momento sia necessaria, più che in ogni altra epoca storica, una riforma profonda nel cuore di ogni singolo essere umano, credo che sia la strada più veloce per una rivoluzione ‘globale’.
    ‘la rivoluzione nel carattere di una singolo individuo contibuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità’. questo è il messaggio incoraggiante che mi offre quotidianamente la soka gakkai, è lì che trovo la spinta per lottare e per sentire quell’infinito potere della vita che le parole non possono descrivere…una ricerca che nessun errore umano può ostacolare, il che non significa ignorare la reatà ma stabilire le priorità.

  16. frank ha scritto,

    on Novembre 14th, 2006 at 12:31

    Mi ritrovo e condivido in pieno il pensiero di Marina,” ideale” completamento ai miei commenti…. E’ propio quello il senso. Un saluto a tutti.

  17. Elena Veronelli ha scritto,

    on Novembre 27th, 2006 at 19:12

    Una curiosità…. i soldi che vengono chiesti durante la “giornata dell’ offerta” vengono dati in parte anche a questo famoso partito politico del Komeito?!?!? E magari quindi anche alla guerra in Iraq?!?!?!? Se così fosse allora è un problema che riguarda anche noi! E comunque sia non esiste un principio per cui la religione deve essere separata dalla politica, anche per evitare eventuali conflitti di interesse? In questa chiave lo shakobuku, (io preferisco chiamarlo proselitismo), forse non è così limpito e pulito come lo si vuole far passare.
    Altra curiosità… mi risulta che la Soka Gakkai abbia ben due università di super lusso… A che servono, a creare la nuova classe dirigenziale in Giappone o a trovare gli eredi del partito?!?!?!?

  18. Alfonso ha scritto,

    on Novembre 27th, 2006 at 23:42

    Ma che palle con questo Komeito…. Diciamo pure che chi ha deciso di essere detrattore della Soka Gakkai italiana ne è ossessionato. Cara Elena i tuoi argomenti mi sembrano forzati e molto superficiali, oltrechè chiaramente provenienti da chi - prima di insinuare giusto per il gusto di farlo - dovrebbe darsi la pena di verificare, capire. Ma si sà: ognuno è ossessionato e proietta sulla reltà quello che ha dentro di non risolto e soprattuto di problematico….. Le ombre nella Soka Gakkai, in Italia, ci sono senz’ altro, ma non c entrano con stè benedetto Komeito. Se propio volete criticare, siete scontati: è ora di cambiare disco…. Di sicuro vi interessa tutto fuorchè il Buddismo.

  19. Elena Veronelli ha scritto,

    on Novembre 28th, 2006 at 11:01

    Tu mi parli di superficialità e retorica?!?!? Bhè, rileggiti la tua risposta!!! E’ ora di cambiare disco?! Sono cinque anni che pratico e frequento i gruppi e la frase “ognuno è ossessionato e proietta sulla realtà quello che ha dentro di non risolto” è diventata per me un disco rotto!! (l’altra è “praticaci sopra!!”).
    Comunque sia io non volevo offendere. Le mie domande saranno state anche provocatorie ma non mi sembravano così cretine come dici tu. E credo meritassero una risposta intelligente ed articolata, su cui, se fosse arrivata, ci avrei sicuramente riflettuto sopra. E magari si poteva anche aprire un confronto costruttivo, ma purtroppo sono arrivata alla conclusione che non è facile trovare buddisti tanto aperti al dialogo!! Sono anni che pratico, vado ai gruppi e seguo corsi su tutta la storia della Soka Gakkai e mi chiedo… come mai nessuno ha mai fatto un accenno al Komeito? L’ho dovuto scoprire da sola e non mi sembra molto onesto, visto che non si tratta, come dicono in molti forse anche ingenuamente, di una “sottigliezza”.

  20. Alfonso ha scritto,

    on Novembre 28th, 2006 at 11:27

    La discussione intelligente ed articolata sul Komeito c è, se leggi bene gli interventi precedenti in questo articolo, e fornisce credo degli spunti per capire come stanno le cose. La mia risposta, cara Elena, la riconfermo in pieno :) … Solo perchè qualcuno nn vuole fare del contradditorio Komeito/Soka Gakkai una questione centrale della sua vita spirituale, nn significa sia privo di senso critico rispetto l’ associazione, o abbia gli occhi foderati di prosciutto e nn vuole vedere. Io ho scoperto presto i vari problemi, sò che esistono e quali sono e nn mi risparmio quando si tratta di tirarli fuori (ma t assicuro x esperienza personale che esistono in ogni realtà/contesto/organizzazione religiosa e spirituale e anche in altre forme di Buddismo) …semplicemente per me resta importante il Buddismo. Mi interessa quello, i valori positivi che porta, il suo potenziale. Il Komeito in Giappone e i suoi rapporti con la Soka, la questione guerra in Iraq, esistono, ma per me nn sono centrali, nn inficiano il Buddismo, nè quello che posso fare io, qui e ora, per cambiare delle cose dentro di me e nell ambiente a me circostante… Un saluto :) e se vuoi tenere contatto x scambio, volentieri:
    laegaar2001@email.it

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