Si avete letto bene. E’ quanto detto dal presidente onorario dell’Arcigay.
Certo, si sa che gay e lesbiche (per non parlare di bissessuali) sono ovunque e fanno i lavori più diversi, ma la notizia fa comunque sorridere. E pensare.
“L’omosessualità è fenomeno trasversale. In ogni settore la percentuale di uomini gay oscilla tra il 5 e il 10 per cento. Il pallone non è omo-esente. Osservate le scene di esultanza: sono quadretti con omosessualità, conscia e inconscia, a pacchi. Ragazzi che si baciano, si abbracciano, si toccano. In certe immagini si nota la palpatina sulle parti intime” dice Grillini alla Gazzetta dello Sport.
Viene spontanea una domanda: ha mai conosciuto calciatori gay?
“Sì. Arcigay gestisce l’80 per cento dei locali omo in Italia, posti in cui, per entrare, è obbligatorio fare la tessera. E abbiamo uno strumento, il “gaydar” o “radar gay”, che ci consente di individuare i nostri simili al 99 per cento (gaydar.it è il sito di riferimento, ndr). Risulta che oggi in serie A ci siano venti omosessuali, più o meno“.
Secondo lo stesso Grillini ci sarebbero alcuni arbitri gay, di cui ne conosce uno. Sfortunatamente però l’arbitro è sposato ed è costretto ad una vita d’inferno e di tradimenti. Perchè non fare un coming out allora?
“Allo stadio lo distruggerebbero. E lo stesso i giocatori: restano coperti, vivono l’omosessualità nell’ombra, perché hanno paura degli ultrà“.
E pensare che all’estero alcuni club come il famoso Manchesetr United sono diventati gay-friendly. Vero che è una stategia di marketing per rinfrescare l’immagine della squadra, ma a noi fa comunque piacere.
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