MEMORIE DI ADRIANO (Marguerite Yourcenar - Einaudi Editore)
Un classico. Un romanzo che, prima o poi, dovrebbe essere letto. Secondo molti, l’ apice di Marguerite Yourcenar, la grande scrittrice francese scomparsa nel 1987, che per 40 anni ebbe una relazione con una donna, Grace Frick (ufficialmente la sua “compagna di casa” e “segretaria”).
E’ un romanzo, preceduto da un lungo lavoro di documentazione durato anni, ma la Yourcenar narra con una finissima poesia, verosimiglianza, accuratezza di dettagli e annedoti, l’ ultima parte della vita di Adriano, il grande imperatore romano.
L’imperatore (76-138 D.C.), potente e padrone di quasi tutto il mondo conosciuto di allora, riflette sul senso della vita, sulla sua caducità e imperfezione, sulla sua bellezza e crudeltà… Incalzato da una salute che sente peggiorare sempre più rapidamente.
Adriano è conosciuto anche per la sua relazione col giovane Antinoo, il bellissimo ragazzo greco che morì prematuramente durante un viaggio sul Nilo, secondo alcune fonti per un suicidio rituale propiziatorio a favore dello stesso Adriano. La Yourcenar ha immaginato molto efficacemente i moti dell’ animo del grande imperatore che rievoca i giorni della sua passione per Antinoo, con l’ amarezza della solitudine e del rimpianto per averlo perso. Sono tante e note le molte statue che ne raffigurano l’ aspetto e che sono arrivate fino a noi. Adriano, anche per divinizzarlo, le fece erigere in suo onore.
Tutto il libro è pervaso di ricordi, esperienze varie, profonde riflessioni poetiche e filosofiche, spesso amare, che giocano sul “paradosso” della posizione del grande imperatore, che aveva “tutto” ma non poteva evitare la fine imminente. Una biografia romanzata a sfondo storico di “alto livello”, col grande merito di far riflettere sul senso del vivere e del morire.
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